Il fascismo ha fatto anche cose buone? Sì. Ma non basta a salvarlo dalla storia
“Giudicare un regime solo dalle opere è come giudicare un veleno dal suo sapore.”
— Anonimo
Nel dibattito pubblico italiano torna ciclicamente una domanda scomoda, controversa, e spesso strumentalizzata:
“Ma il fascismo ha fatto anche cose buone?”
Una provocazione per alcuni. Una convinzione radicata per altri. Ma soprattutto: una questione che non può essere liquidata né con slogan né con revisionismi.
Serve invece lucidità storica, onestà intellettuale e memoria critica.
Perché la verità, anche quando fa male, è l’unica via per non ripetere gli stessi errori.

✅ Le cose buone che il fascismo ha fatto davvero
Sì, il regime fascista tra il 1922 e il 1943 ha realizzato alcune opere e riforme di rilievo, che spesso vengono citate per rivalutarlo — a torto — nel dibattito pubblico.
1. Bonifiche e infrastrutture
Una delle azioni più concrete fu la bonifica integrale dell’Agro Pontino, con la creazione di nuove città (come Littoria, oggi Latina) e l’estirpazione della malaria in vaste zone paludose.
Fu una grande operazione di ingegneria civile e propaganda, che rese produttive aree prima inospitali.
In parallelo, vennero costruiti:
- strade (come parte della rete dell’ANAS),
- ponti, canali e quartieri popolari,
- linee ferroviarie e opere monumentali nei centri urbani, come le stazioni ferroviarie (es. Milano Centrale, completata nel periodo fascista).
2. Politiche sociali e previdenza
Il fascismo centralizzò il sistema previdenziale, creando l’INPS nel 1933 (anche se forme di assistenza sociale esistevano già prima).
Furono introdotti:
- gli assegni familiari,
- le colonie estive per bambini,
- le assicurazioni per la maternità e la disoccupazione,
- orari lavorativi regolamentati (anche se spesso non rispettati nei fatti).
Questi strumenti, pur usati per il controllo sociale e propagandistico, crearono una base strutturale che influenzerà la Repubblica nel dopoguerra.
3. La riforma Gentile (1923)
La riforma scolastica voluta dal filosofo Giovanni Gentile fu profondamente elitaria e autoritaria, ma strutturò un sistema scolastico solido, con:
- Liceo classico come apice della formazione culturale,
- Maggiore rigore e centralizzazione dei programmi,
- Enfasi su educazione civica e nazionale.
Il modello sopravvive in parte ancora oggi, pur essendo stato depurato dai suoi tratti ideologici.
4. Lo sport come disciplina di massa
Il fascismo utilizzò lo sport come strumento di propaganda e costruzione del consenso.
Creò il CONI, incentivò lo sviluppo di impianti sportivi, incoraggiò le competizioni locali e nazionali.
L’Italia vinse due Mondiali di calcio (1934 e 1938) e fu sede delle Olimpiadi del 1944 (poi annullate a causa della guerra).
❌ Ma ecco il conto che la storia non può dimenticare
Per ogni opera pubblica, per ogni scuola costruita, per ogni strada asfaltata… c’è un prezzo di sangue, violenza e menzogna che il fascismo ha imposto.
E questo prezzo è troppo alto per poter dire: “ma ha fatto anche cose buone”.
✖️ Una dittatura violenta
- Eliminazione della democrazia: partiti sciolti, Parlamento ridotto a finzione.
- Repressione del dissenso: arresti, torture, omicidi politici (come quello di Giacomo Matteotti).
- Censura assoluta su stampa, radio, cultura, pensiero.
- Tribunali speciali, confino politico e sorveglianza per migliaia di italiani innocenti.
✖️ Le leggi razziali del 1938
Una delle pagine più buie della storia italiana:
Il fascismo perseguitò gli ebrei, espellendoli da scuole, università, pubblica amministrazione.
Molti furono deportati nei campi di sterminio con la complicità della Repubblica di Salò.
✖️ Guerra e morte
Mussolini portò l’Italia:
- in Etiopia (con uso di gas chimici proibiti),
- in Spagna (a fianco di Franco),
- nella Seconda Guerra Mondiale, come alleato della Germania nazista.
Il risultato?
Più di 400.000 morti italiani, città distrutte, miseria, odio, e una guerra civile che lacerò il Paese.
🎯 Conclusione: sì, ma non basta
Il fascismo ha fatto alcune cose buone.
Ma le ha fatte dentro un regime oppressivo, per fini di propaganda, controllo e consenso.
Quelle opere non possono cancellare:
- la cancellazione della libertà,
- la violenza sistemica,
- il razzismo di Stato,
- la responsabilità nella guerra e nella Shoah.
Le opere si valutano anche da chi le fa, come, e perché.
E quando chi le fa è un dittatore che ha calpestato ogni diritto umano, allora non è possibile separare il mezzo dal fine.
Il fascismo non si rivaluta: si studia, si condanna e si ricorda.